Passa alle informazioni sul prodotto
Busta Espresso RSI del marzo 1945 tassata per il doppio della tariffa mancante con francobolli da 1 lira fratelli Bandiera, diretta a Genova al Giusto tra le Nazioni Don Enrico Sciaccaluga
€230,00
SP 131
Questa eccezionale busta viaggiata per Espresso nel marzo del 1945, nelle ultimissime e drammatiche settimane di vita della Repubblica Sociale Italiana (RSI), costituisce un documento di straordinario interesse storico e filatelico. Spedita dall'Istituto San Fogliano di Torino e indirizzata al Molto Reverendo Sacerdote Don Enrico Sciaccaluga presso il Piccolo Cottolengo Genovese (Salita del Paverano), la lettera rispecchia fedelmente le tariffe postali stabilite dal decreto del 1° ottobre 1944, che prevedevano 3,50 Lire complessive per un Espresso interurbano (1,00 Lira di primo porto più 2,50 Lire di soprattassa). A causa di un'insufficiente affrancatura di partenza (scoperta di 1 Lira), l'ufficio postale applicò la sanzione del doppio della tariffa mancante, contrassegnando il fronte con la caratteristica "T" a matita rossa e la cifra "£ 2,00". All'arrivo a Genova, la tassa di 2 Lire dovuta dal destinatario venne assolta in modo del tutto insolito: in mancanza di segnatasse specifici, vennero applicati due francobolli ordinari da 1 Lira della serie commemorativa dei Fratelli Bandiera(di cui uno capovolto) impiegati eccezionalmente in funzione di segnatasse d'emergenza, annullandoli con il tipico timbro circolare rosso di tassazione. L'affrancatura è completata da valori della serie Imperiale (due da 1 Lira e uno da 50 centesimi), mentre il retro reca i bolli d'arrivo dell'ufficio postale genovese. [1, 2]
Al massimo interesse filatelico, focalizzato su un uso d'emergenza dei Fratelli Bandiera nel pieno del collasso dei trasporti del marzo 1945, si sovrappone l'immenso valore del destinatario: Don Enrico Sciaccaluga (orionino), proclamato "Giusto tra le Nazioni". Proprio nei giorni in cui riceveva questa missiva, in una Genova occupata e sotto il terrore dei rastrellamenti nazifascisti, Don Sciaccaluga collaborava strettamente con la rete clandestina DELASEM, trasformando il Piccolo Cottolengo di Paverano in un rifugio sicuro dove protesse e salvò dallo sterminio decine di cittadini ebrei e perseguitati politici.